mercoledì 5 dicembre 2018

LA CREMA PASTICCIERA DI IGINIO MASSARI? PER ALCUNI E' "VOMITEVOLE". E LUI LI QUERELA





La crema pasticciera di Iginio Massari? Semplicemente “vomitevole”.
Questo è il giudizio senza possibilità di appello che un incauto commentatore ha pensato bene di publlicare su TripAdvisor, il noto portale delle recensioni online, in una lontana mattina di cinque anni fa, nel 2013, senza evidentemente pensare alle conseguenze che la sua colorita recensione avrebbe potuto scatenare. Commento che non si limitava alla crema pasticciera, ma che era in realtà ben più articolato, e che non lasciava spazio ad alcun dubbio in merito sull'opinione del commentatore in merito alla produzione del maestro dei maestri pasticcieri: “Se questa è la tua pasta di mandorle allora non sai cosa sia la realtà. La crema pasticcera è vomitevole. Sarai pure un pasticcere stellato, ma se vuoi imparare a lavorare devi assaggiare i nostri prodotti del Sud Italia”.
Un affronto che Massari ha pensato bene di non lasciar passare impunemente, tanto che senza troppi complimenti è passato al contrattacco, contattando la polizia postale, identificando i leoni di tastiera per poi partire subito con regolare denuncia per diffamazione aggravata. E ora, a cinque anni di distanza, finalmente la questione è arrivata alla conclusione: il procedimento penale si è interrotto, essendo stato trovato un accordo tra il pasticciere e i suoi denigratori, accordo che, stando a quanto riportato, consisterebbe in una lettera di scuse all’esimio pasticciere nonché al versamento di una somma in denaro per il danno di immagine arrecato al dolce Iginio. Denaro che Massari non ha tenuto per sé ma che ha prontamente devoluto a ad una associazione benefica, la Zebra onlus, che si occupa delle fornitura di strumentazioni mediche per ospedali pediatrici. Una giusta vittoria, per il pasticciere bresciano, che oggi dichiara di non aver nulla contro le recensioni online, ma che auspica anche che TripAdvisor e portali simili adottino una politica di “maggiore attenzione, pur nel rispetto della libertà di espressione costituzionalmente garantita”, ma pur sempre con la possibilità di tutela per coloro che vengono bersagliati da “recensioni sopra le righe”.
Tutto giusto, niente da ridire: se la crema di Massari non ti piace e preferisci quella di Montersino o di tua nonna puoi dirlo liberamente, ma scrivere che è vomitevole, senza se e senza ma è un altro paio di maniche, ed è giusto agire con ogni mezzo possibile per tutelare il proprio nome e il proprio lavoro.
Fin qui, i fatti.
Ciò che appare più strano, però, è stata la reazione del popolo del web, che invece di schierarsi in massa a favore del buon Iginio, si è in larga parte schierato dall’altra parte: era il caso di far tutto ‘sto casino per una crema pasticciera? Sì, ok, il commento era colorito, ingiusto e tutto quello che vuoi, ma era davvero il caso di partire lancia in resta con una denuncia penale solo per aver espresso un’opinone negativa? Dove va a finire in questo modo la libertà di espressione e di libero pensiero, anzi di libero commento? Beh, in realtà libertà di opinione e di pensiero esistono sempre, e sono sempre tutelate, ma vanno espresse comunque con rispetto, se non con educazione, anche se pensi di essere al riparo dietro lo schermo di un computer: prova un po’ ad andare da Massari e dirglielo in faccia, che la sua crema pasticciera fa schifo o che non è capaca di fare una pasta di mandorle come si deve, e vediamo se ne hai il coraggio. No, vero? Bene, allora ricordiamo: è sempre buona norma non scrivere in malo modo quello che non avremmo il coraggio di dire in faccia, in presenza del diretto interessato. Forse in questo modo si ritroverà un po' di senso della misura e anche un minimo di educazione. E potremo così dire liberamente tutto quello che vogliamo. 

Sì, anche che la crema di Massari non ci piace.

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